
Vi voglio parlare dell’arte più o meno occulta e lo faccio citando l’abbazia di San Benedetto Po, che ho visto varie volte.
L’ho visitata anche sabato.
Di origine romanica, l’abbazia fu rivista in stile gotico e successivamente fu modificata secondo il gusto rinascimentale.
L’artista che trasformò il tutto fu Giulio Romano, il quale modificò la struttura tra il 1540 e il 1541.
Tutta l’arte della basilica si rifà a numerologia, filosofia ed esoterismo.
Per esempio, le dimensioni della chiesa si rifanno ai multipli del 12.
Tutti noi sappiamo che il numero 12 simboleggia varie cose.
Per esempio, dodici furono le tribù di Israele e gli apostoli.
L’Apocalisse parla di centoquarantaquattromila eletti.
Il pavimento della sagrestia è decorato con motivi platonici.
Le statue che si vedono (opere dello scultore modenese Begarelli) sono fatte di terracotta ma sembrano di pietra.
Questo è un inganno.
Dunque, di cosa parliamo?
Tra l’arte, la fede, la filosofia e l’esoterismo vi è un vero intreccio.
Perciò, credo che sia un bene evitare certi manicheismi.
La basilica di San Benedetto Po è menzionata anche sul mio ultimo libro “I delitti del diario maledetto“.






