
Nella zona dell’Appennino tosco-romagnolo vi è una fonte che qualcuno ha definito “miracolosa”, la fonte del Chiardovo.
La fonte del Chiardovo è una fonte d’acqua sulfureo-bicarbonato che è anche oligominerale fredda che si trova a Bagno di Romagna, un Comune nella Romagna toscana.
La Romagna toscana è un territorio che culturalmente e geograficamente fa parte della Romagna mentre storicamente e giurisdizionalmente è legato fa parte della Toscana.
Ho già scritto qualcosa a riguardo nel mio libro intitolato “La Via del Tevere“.
Storicamente, la Romagna toscana comprendeva i Comuni di Rocca San Casciano, Tredozio, Santa Sofia, Galaeata, Modigliana, Premilcuore, Sorbano, Terre del Sole e Castrocaro Terme, Portico e San Benedetto, Bagno di Romagna, Verghereto, Marradi, Palazzuolo sul Senio e Firenzuola.
Gli ultimi tre Comuni compongono l’attuale Romagna toscana, quella del giorno d’oggi, perché fanno parte della Regione Toscana e della Provincia di Firenze.
Per gli altri Comuni la storia è diversa.
Infatti, nel 1923, Benito Mussolini decise di staccare dalla Toscana e della Provincia di Firenze gli altri Comuni e di aggregarli all’Emilia-Romagna e alla Provincia di Forlì-Cesena.
Il duce fece ciò per dare importanza alla sua terra d’origine, dato che nel Comune di Verghereto vi sono le sorgenti del Tevere.
Mussolini era di Predappio, in Provincia di Forlì-Cesena.
Sempre in epoca fascista, la fonte del Chiardovo divenne un’importante attrazione termale.
Il nome della fonte deriva dall’odore di uova che i composti sulfurei presenti nell’acqua hanno.
Nel 1936 fu creata una struttura con tanto di fontanile.
Ancora oggi, molti turisti vanno a Bagno di Romagna per poter bere l’acqua “miracolosa”.
Essa aiuta le funzioni epato-biliari e gastro-intestinali.
Insomma, andate a Bagno di Romagna e bevete un sorso di salute.
