
Gli allievi musulmani hanno chiesto di non studiare la Divina Commedia di Dante Alighieri e il preside ha accondisceso a questa richiesta.
Così, quegli allievi musulmani sono stati esentati dallo studio delle opere del Sommo Poeta.
Il fatto è accaduto a Treviso.
Questo è inaccettabile.
Ogni Paese ha la sua storia e la sua cultura.
La storia e la cultura del nostro Paese sono rappresentate anche dalle opere di Dante Alighieri.
Quello che è accaduto a Treviso è stato qualcosa di inaudito.
Si è scelto di censurare la Divina Commedia di Dante Alighieri per “non offendere una minoranza”.
Che piaccia o no, le opere del Sommo Poeta di Firenze fanno parte del nostro bagaglio storico e culturale.
Chi viene a vivere da noi deve imparare la nostra cultura.
Come ho scritto poc’anzi, le opere del poeta fiorentino sono una parte importante della nostra cultura.
Per quale motivo dovremmo censurarle?
La cosa sconvolgente è stata il fatto che il preside della scuola abbia accondisceso a quella richiesta assurda.
Questo atteggiamento si chiama sottomissione.
Oggi, si esentano gli allievi che non vogliono imparare le opere dantesche dal prendere parte alle lezioni.
Domani, si farà revisionismo storico, per “non offendere chi viene da fuori”?
In nome della “laicità” e dell'”accoglienza” stiamo rinnegando la nostra cultura.
Ai musulmani non stanno bene opere come la Divina Commedia o come le poesie di Gabriele D’Annunzio?
Ci sono altri Paesi.
Vadano a vivere in questi ultimi.
Sia chiaro, qui non si tratta di essere razzisti.
Il razzismo non è accettabile.
Però, non è accettabile nemmeno il razzismo al contrario.
Quello che ha fatto quel presidente è stato un atto di razzismo al contrario, di razzismo nei confronti di noi italiani.
