Il culto mariano in Inghilterra, un culto mai eradicato

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culto mariano

Oggi, è il 1° maggio ed inizia il mese mariano per eccellenza. Di conseguenza, ho deciso di scrivere del culto mariano in Inghilterra.

La devozione alla Vergine Maria in Inghilterra è presente ed è di tradizione molto antica.

Una leggenda farebbe risalire l’arrivo del Cristianesimo in terra albionica a San Giuseppe d’Arimatea.

Con la conversione al cattolicesimo degli Angli, dei Sassoni e degli Juti (che avvenne nel VI secolo per opera di Sant’Agostino) si diffuse anche il culto mariano.

Tuttavia, la consacrazione a Maria dell’Inghilterra avvenne sotto il regno di re Edoardo III il Confessore (1002-5 gennaio 1066).

Prima dell’avvento del Cristianesimo, tra gli Angli, i Sassoni e gli Juti era d’uso celebrare il matrimonio “comprando” la moglie, col pagamento della dote alla famiglia di lei.

Con l’avvento del Cristianesimo, la dote iniziò ad essere versata alla sposa e non più alla famiglia.

Col Cristianesimo crebbe anche la devozione a Maria.

Thomas Arundel (1353-1414), arcivescovo di Canterbury, in una lettera al vescovo di Londra e ai suoi suffraganei sul mistero della Incarnazione in cui la Madonna divenne “Madre di Dio”, scrisse: “Noi Inglesi, suoi speciali servi e sua propria “dote”, dobbiamo superare tutte le altre nazioni col fervore delle nostre preghiere e della nostra devozione“.

Questa devozione mariana continuò anche con re Enrico VII (1452-1509), il quale diede nomi mariani a quattro navi della flotta inglese.

All’inizio del suo regno, anche re Enrico VIII (28 giugno 1485-28 gennaio 1547) dimostrò di essere un devoto cattolico e devoto a Maria.

Tuttavia, le cose cambiarono negli anni ’30 del XVI secolo.

Nel 1534 re Enrico VIII ruppe col Papa.

La Chiesa anglicana fu staccata da Roma.

Influenzato dal ministro Thomas Cromwell e dall’arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer, che erano filo-protestanti, re Enrico VIII iniziò a sopprimere i monasteri a partire dal 1536.

Nel 1538 fu soppresso il santuario di Nostra Signora di Walsingham, il santuario mariano più importante in terra inglese.

Secondo una certa storiografia, la statua lignea di Nostra Signora di Walsingham fu bruciata.

Così, col cattolicesimo, si tentò di eradicare il culto mariano.

Durante il regno di re Edoardo VI (1537-6 luglio 1553) si impose la dottrina protestante.

La Chiesa anglicana fu modificata prima secondo i canoni luterani, nel 1549, e poi secondo quelli calvinisti, nel 1552.

Si tentò di restaurare il cattolicesimo sotto il regno della regina Maria I (1516-1558) ma con la regina Elisabetta I (1533-1603) ci fu il ripristino del protestantesimo.

I santuari furono ridotti a ruderi e i pellegrinaggi furono scoraggiati.

Solo nel XIX secolo ci fu un ritorno al culto mariano.

Nel 1829 fu concesso l’Editto di Emancipazione dei Cattolici.

I cattolici inglesi ricostruirono i santuari mariani nei luoghi nei quali si trovavano o nelle vicinanze.

Anche in ambito anglicano ci fu un recupero del culto mariano.

Sul finire del XIX secolo, Papa Leone III spronò i cattolici inglesi a consacrarsi a Maria.

Tale consacrazione avvenne il 29 giugno 1893 presso il restaurato santuario di Nostra Signora di Walsingham.

Oggi, il problema dell’Inghilterra non è rappresentato tanto dall’anglicanesimo quanto dal secolarismo.

Le chiese inglesi continuano a chiudere.

Dunque, servirà una seconda consacrazione a Maria della nazione inglese?

A giudicare dall’andazzo…sembra proprio di sì e anche gli stessi anglicani sembrano tenuti ad ammettere ciò.

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Pubblicato da Antonio Gabriele Fucilone

Sono uno scrittore e un blogger. Amo la cultura e la storia. Questo mio blog è una piccola "piazza virtuale" nella quale si può trattare di tutto.