
Questa è la mia poesia intitolata “Il sonno della coscienza”, una riflessione che mi è venuta in mente oggi:
IL SONNO DELLA COSCIENZA
Dono ci fece il buon Iddio,
col cervello che in capo ci mise,
della coscienza come consigliera
ma per tanti in questo mondo
nel sonno sta quella
e pensier non esiste più
se non quel che dall’alto è calato.
Questa riflessione mi è venuta in mente confrontandomi con un’amica.
Questa nostra società sta vivendo il sonno della coscienza.
Abbiamo la tecnologia e disponiamo di molta conoscenza.
Però, oggi manca completamente la coscienza.
La coscienza è completamente addormentata e prevale solo l’idea di ciò che è materialmente utile.
Valori come, per esempio, l’amicizia vanno bene solo se sono funzionali all’ottenimento di un vantaggio materiale.
Inoltre, la gente non pensa.
Questo è preoccupante.
Tanta gente preferisce ricevere le istruzioni dall’alto ma non si fa una sua idea.
Questa è la mancanza di coscienza.
I bimbi e i ragazzi si limitano ad ascoltare ciò che dicono gli insegnanti nelle scuole.
Al lavoro, le persone si limitano ad “attaccare l’asino dove dice il padrone”.
Nelle realtà associative ci sono i capetti che impartiscono gli ordini e che cassano le proposte di altri.
Anche nella Chiesa ci sono molti che si limitano ad ascoltare la predica ma non si pongono delle domande e non cercano delle risposte.
Eppure, anche i grandi uomini di fede della storia cercavano delle risposte.
La fede si alimenta anche con ciò.
Oggi, noi assistiamo ad uno sfacelo della nostra società.
