
Un commento ricevuto su Facebook all’articolo nel quale tratto il tema dell’isolamento sociale mi ha dato uno spunto di riflessione. Questo è il commento:
“Il tema dell’isolamento sociale non riguarda chi è isolato, ma all’ignoranza di chi isola”.
Ringrazio il commentatore e ora do la mia risposta, anche alla luce dell’esperienza da me vissuta in prima persona.
Io credo che il problema sia da ambo le parti. Questa è una società complessa nelle sue dinamiche e vi sono responsabilità da ambo le parti. Per esempio, in questa società c’è una forte competizione e proprio il caso degli hikikomori, dei quali scrisse ampiamente il dottor Marco Crepaldi. Il fenomeno degli hikikomori (che non è più solo giapponese ma è globale) nasce dalla forte competizione della società nipponica, una società che tuttora considera una caduta un fallimento che porta ad uno stigma sociale. Questa situazione è presente anche nella nostra società.
Questo spinge molti giovani ad isolarsi dalla società. Prima smettono di fare attività sociali al di fuori della scuola e poi iniziano ad assentarsi dalla scuola stessa. Questo porta i ragazzi a non uscire dalle loro camere e all’isolamento.
Questa società è fatta di persone sempre più chiuse in sé stesse e la situazione vide un peggioramento nel 2020, con quello che accadde durante il periodo del Covid, con i famosi lockdown e il Green Pass.
Dunque, qualcosa che non va in questa società c’è ma la stessa società è fatta di persone, anche di coloro che si isolano. Una persona che si isola entra in un circolo vizioso poiché sente di non poter stare nella società e finché non si convincerà del contrario resterà in quella condizione.
Io non arrivai mai a diventare un hikikomori ma conosco benissimo la situazione che si crea in stato di isolamento sociale, avendola vissuta in prima persona.
Dunque, è vero ciò che ha scritto il commentatore (che ringrazio) ma è vero anche che chi si isola entra in un circolo vizioso dal quale uscire è molto difficile.
