L’ansia sociale, una questione che conosco

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Ansia sociale, foto dal sito My Personal Trainer.

Ieri ho scritto un articolo sulla rete sociale e oggi scrivo un articolo sull’ansia sociale, un tema attuale e che mi riguarda personalmente.

In passato soffrivo di una forte ansia sociale.

Ciò era dovuto a traumi subiti anche in tenera età.

Perciò, ogni volta che andavo in luoghi in cui c’erano altre persone mi sentivo a disagio.

Tendevo a stare da solo.

La condizione non mi piaceva (anzi, mi faceva soffrire) ma mi sentivo incapace in mezzo agli altri.

Spesso usavo dei toni formali verso gli altri.

Spacciavo ciò per educazione ma era un modo per tenere a distanza gli altri.

Ricordo un fatto eclatante.

Era l’estate del 2011 e mi trovavo in Sicilia coi miei zii e mio cugino.

Una sera ero a Galati Mamertino con dei ragazzi e mio cugino e ad un certo punto mi sentii poco bene.

Ebbi dei problemi gastro-intestinali.

Pensavo che fosse qualcosa che avevo mangiato ma non era così, visto che gli altri avevano mangiato le cose che avevo mangiato io.

Solo in un periodo relativamente recente mi resi conto del problema.

Tutti i malesseri che avevo in mezzo alle altre persone erano causati dall’ansia sociale.

L’uso del “lei” per rivolgermi agli altri era sempre causato dall’ansia sociale.

Fu la mia migliore amica a farmelo capire.

Sono grato a lei.

Vista la mia esperienza, posso dire che per vincere l’ansia sociale si deve ammettere a sé stessi di soffrirne.

Si deve essere onesti con sé stessi.

Finché andavo avanti per sotterfugi e non volevo affrontare il problema, dando la colpa sempre a cause esterne, continuavano gli episodi negativi, come la difficoltà a relazionarmi.

Una volta capito il problema, le cose iniziarono a cambiare.

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Pubblicato da Antonio Gabriele Fucilone

Sono uno scrittore e un blogger. Amo la cultura e la storia. Questo mio blog è una piccola "piazza virtuale" nella quale si può trattare di tutto.

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