
Adesso, si possono scrivere libri usando l’intelligenza artificiale, senza essere scrittori e senza fare nessuno sforzo.
Un articolo scritto sul Corriere della Sera (di cui ho riportato lo screenshot) parla di tale argomento.
Ringrazio una mia cara amica che mi ha portato all’attenzione la cosa.
In pratica, si possono scrivere dei libri usando l’intelligenza artificiale.
L’autore non dovrà fare nulla.
Farà tutto il computer.
Io non ho parole.
Anzi, sono veramente indignato.
Mi sorge spontanea codesta domanda: io sono un cretino?
Infatti, io scrivo articoli e libri, i quali possono essere trovati su Amazon.
Faccio ciò con passione e facendo delle serie ricerche.
Mi documento.
Ci metto il mio tempo per fare una cernita del materiale.
Ora, una persona che non sa nemmeno scrivere può pubblicare un libro solo pigiando qualche bottone.
Questa è una follia!
Da scrittore emergente, io mi sento preso in giro e sono tentato di non scrivere più nulla.
Sono tentato di “appendere la penna al chiodo”.
Questa è la fine della cultura.
Fare cultura significa fare ricerca e condividere il tutto con gli altri, in modo da creare anche del dibattito.
Delegare ogni cosa alle macchine non è fare cultura.
Infatti, la macchina attinge tutto dalla rete, la quale (ad oggi) non è più nemmeno tanto democratica, visto che è sempre più piegata ad un certo mainstream.
E questo sarebbe fare cultura?
Ma fatemi il piacere!
Una persona che scrive, invece, fa ricerca attingendo da più fonti e scegliendo direttamente ciò che metterà nel suo libro.
Sono tentato di smettere di scrivere e di chiudere tutto.
Qualificare come scrittore chi pubblica un libro già scritto da una macchina è un insulto agli scrittori, me compreso.
Io mi sento offeso ed insultato e penso che tanti provino le stesse sensazioni che provo io.
Essere scrittori vuole dire anche avere la mente aperta ad ogni cosa.
Il vero scrittore ha lo sguardo ampio.
Uno che pubblica un libro pigiando un bottone può non avere la mente aperta.
Tanto, fa tutto il computer.
L’unica cosa che potrà fare l'”autore” sarà aspettare i lauti guadagni che arriveranno.
Tanto, l’algoritmo farà il lavoro sporco.
A questo punto, io non smetterò di scrivere solo perché non voglio darla vinta ad un certo mondo ma la tentazione di mandare tutto a ramengo è forte.
Noi rischiamo di vedere veramente la fine della cultura.
Tutto il sapere viene reso uniforme dalla tecnologia e chi dissente da un certo pensiero è estromesso dal mondo.
Così non va.
Si premia l’ignoranza per rendere docili le masse, in nome del progresso.
Questa è la realtà dei fatti.
