
Io sono un sostenitore dell’innatismo. Non credo a chi dice che anima e corpo siano creati nello stesso momento.
Io sono convinto che un’anima sia creata prima del corpo e che dopo si incarni in esso.
Se fossi nel Papa mi pronuncerei in favore dell’innatismo come dogma della Chiesa e rimetterei un po’ di pace tra Cristianesimo e dottrine platoniche.
Infatti, Platone sostenne la teoria dell’innatismo.
Io sono convinto che certe nozioni non siano apprese con l’esperienza.
Ne so qualcosa pure io, per esperienza diretta.
Spesso mi capita di parlare con persone molto diverse da me, per esempio per convinzioni religiose.
Eppure, con queste persone mi ritrovo su una base comune in termini di principi e di nozioni.
In qualche caso mi è capitato di sentire una forte familiarità con una persona ancora prima di conoscerla e di farci amicizia.
Anche l’amicizia è un’esperienza.
Si tratta di un’esperienza che crea familiarità, quando è autentica, ma sentire una forte familiarità con una persona prima di conoscerla fa pensare.
Quando c’è concordia sui principi generali, al di là delle esperienze, si deve pensare molto.
Quando due o più persone si confrontano tra loro ma si ritrovano nonostante le loro esperienze diverse si deve pensare molto.
Questo deve dire molto.
Certamente, l’esperienza di vita serve.
Si parla del famoso “consenso universale” ossia un concetto che ritiene che vi siano nozioni e principi specifici che non vengono appresi attraverso l’esperienza.
Ciò fu trattato anche dalla casistica dei gesuiti.
Però, penso che sia bene porsi alcune domande non solo su ciò che accade dopo la morte ma anche su ciò che accade prima di venire al mondo.
Io mi faccio queste domande.
In passato mi feci queste domande e me le faccio tuttora, nonostante un certo bigottismo.
Mi chiedo cosa ci sia prima che ognuno di noi venga al mondo.
Voi fate altrettanto?
