L’ironia e l’anima

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Prendo spunto dall’audiolettura di Eleonora Serra per fare una mia riflessione sull’ironia e la faccio con cuore.

L’audiolettura è quella intitolata “Il Vangelo di Giuda e la risata cosmica di Cristo-Erasmo da Rotterdam-Cristo-Neville Goddard” e si trova sul canale YouTube “L’odore inebriante delle pagine fruscianti”.

L’audiolettura tratta il famoso Vangelo di Giuda, un vangelo apocrifo sul quale sono state fatte delle discussioni.

Nel Vangelo di Giuda, Gesù è presentato come ironico.

Gesù Cristo fa ironia e ride.

Ride del dogmatismo e del ritualismo.

Ciò si sovrappone anche al pensiero di un grande pensatore come Erasmo da Rotterdam.

Erasmo puntava ad una fede più interiore e guardava con ironia a certe pratiche esteriori.

Tuttavia, c’è qualcosa che va ben oltre.

L’ironia è anche risata e la risata è qualcosa di taumaturgico.

Anche la scienza lo dice.

La scienza dice che ridere fa bene.

Effettivamente, una persona depressa tenderà ad avere problemi di vario tipo.

La risata fa bene anche all’anima.

Chi crede che la spiritualità si basi su riti e pratiche esteriori commette un grossolano errore.

Chi crede che per essere perfetti spiritualmente si debba soffrire sbaglia.

Anche nella Bibbia stessa (nei testi canonici) Gesù Cristo critica l’idea secondo la quale la pratica esteriore in sé sia un atto di spiritualità.

L’idea stessa secondo la quale la pratica esteriore in sé equivale a rendere onore a Dio è incoerente.

Una persona che fa lunghe preci ma che manca di carità rende onore a Dio?

La risposta è negativa.

In ciò non si può dare torto a Erasmo da Rotterdam.

Dell’audiolettura di Eleonora mi ha colpito molto la parte finale, quella nella quale dice che per cambiare vita una persona debba passare per la porta stretta.

Confermo anche per esperienza personale.

Per cambiare vita una persona deve cambiare la sua forma mentis.

Ciò è detto anche da Neville Goddard.

Una persona deve mettere in discussione e superare i suoi stessi schemi mentali.

Ciò non è facile.

Qui sta la porta stretta.

La foto qui sopra è stata da me scattata sulla Strada Luigi Cadorna.

L’ho scattata al canale Dugale.

Il canale in questione era nei miei incubi.

Riuscire a superare quella paura comportò per me il dovere “fare morire una parte del vecchio me”.

Uso questa espressione anche rifacendomi alle letture di Eleonora.

Ciò fu faticosa ma oggi mi posso avvicinare a quel canale senza paura.

Ancora oggi, sto riscoprendo delle parti di me che in passato misi da parte.

Ringrazio di cuore Eleonora, la quale sta crescendo.

Sento la sua anima nelle sue audioletture.

Eleonora merita il successo.

Forse, l’ironia serve anche a mettere in discussione proprio il vecchio modo di pensare per abbracciarne uno nuovo.

Devo dire che questa audiolettura di Eleonora mi fa davvero pensare.

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Pubblicato da Antonio Gabriele Fucilone

Sono uno scrittore e un blogger. Amo la cultura e la storia. Questo mio blog è una piccola "piazza virtuale" nella quale si può trattare di tutto.

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