
Anche un odore può generare un ricordo, la memoria involontaria della quale scrisse Marcel Proust, uno dei miei autori preferiti.
Prima di iniziare a trattare il tema, vi confesso una cosa: quando ho iniziato a scrivere questo articolo, la mitica Eleonora Serra ha pubblicato la sua nuova audiolettura intitolata “Il Vangelo di Tommaso e la metafisica del pellegrino-Tommaso-Goddard-Bruno”.
L’audiolettura si trova sul canale YouTube “L’odore inebriante delle pagine fruscianti”.
Di fatto scrivo l’articolo e nel mentre commento l’audiolettura.
Ho deciso di essere multitasking.
Mi sono affacciato ad una finestra della casa nella quale attualmente vivo e ho sentito un odore che mi è familiare, l’odore del fumo di legna.
Quell’odore acre mi ha fatto ricordare tante cose.
Mi ha fatto ricordare la mia infanzia, il periodo in cui vivevo in campagna e mia mamma faceva la passata di pomodoro che faceva bollire in un paiolo con la legna che bruciava sotto.
Mi ha fatto ricordare le grigliate di mio padre e gli amici che venivano a mangiare a casa nostra.
Mi ha fatto ricordare anche i miei viaggi.
Mi sono ricordato anche delle grigliate di mio zio Giuseppe (fratello di mio padre) in Abruzzo, nella zona del Lago di Campotosto.
Sentivo quell’odore anche nelle case nelle quali si faceva la ricotta in Sicilia.
Ho ricordato i giochi della mia infanzia coi miei cugini.
Io immaginavo di essere ricco.
Ricordo che già da piccolo amavo scrivere.
Mi capitò di sentire quell’odore nei posti da me visitati o nei quali passai.
Lo sentii qui nel mantovano, come lo sentii in Piemonte, in Trentino, in Abruzzo, in Puglia, in Toscana e (ovviamente) in Sicilia.
Lo sentivo anche lungo le autostrade, specie nelle zone appenniniche.
Ricordo che sono di origine abruzzese per parte di padre e siciliana per parte di madre.
Lo sentii persino dieci anni fa, quando andai al santuario della Madonna di San Luca, a Bologna, e a Modena.
Quella gita che fu organizzata dal Comitato Manifestazioni Roncoferraro, del quale all’epoca ero vice-segretario, mi rimase impressa.
Del resto, volevo andare al santuario di San Luca da sempre.
Sapete cosa dissi, prima di tornare qui a Roncoferraro?
Dissi tra me e me che sarei tornato in quel posto e che lo avrei rivisto.
Era un posto troppo caro a me e lo è tuttora.
Dissi anche che sarei tornato a viaggiare.
In fondo, io mi sento un pellegrino.
Ci sono quelli che mi dicono: “Tu sei mantovano”.
Io rispondo che non è così.
Io nacqui a Mantova ma le mie radici affondano in altre terre e sento questa cosa fortissimamente.
Da sempre sento di non appartenere del tutto a questo luogo.
Cercai di forzare me stesso a fare il contrario e di certo non provai felicità.
Da piccolo immaginavo di viaggiare e mi sentivo un viaggiatore.
Sto scrivendo questo articolo mentre sto ascoltando l’audiolettura di Eleonora.
Da piccolo immaginavo di viaggiare. Scrivevo.
Immaginavo di percorrere strade, ponti e gallerie.
Immaginavo di vedere montagne e mari.
Ricordo mio padre che mi diceva: “Sii più serio! Cresci!”.
Pensate un po’ a quanti ricordi mi ha fatto muovere quell’odore di legna che arde.
Mi ha fatto ricordare chi sono veramente.
Oramai, sono convinto che una persona che entra in contatto con chi è veramente realizzi sé stessa.
Eleonora cresce sempre con la sua attività.
La sento cresciuta (anzi, evoluta) rispetto allo scorso anno.
Lei ha capito tutto.
Ovviamente, vi invito ad iscrivervi al suo canale YouTube.
